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  • FIA Action for Road Safety

    • 20 Mar 2012
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    The FIA's Action for Road Safety campaign received a ringing endorsement from the stars of Formula One at the season-opening Australian Grand Prix.

    Drivers from all teams contesting the 2012 FIA Formula One Championship posed for photographs on the grid at Melbourne's Albert Park circuit holding cards bearing the FIA's Golden Rules for safe driving, which feature ten key messages aimed at improving safety on the world's roads.

    Defending world champion Sebastian Vettel was joined by five former title-winners - Fernando Alonso, Jenson Button, Lewis Hamilton, Michael Schumacher and Kimi Raikonnen - as well as stars from each of the 12 teams to advocate on such issues as the eradication of drink and drug driving, mobile phone use while at the wheel, and the promotion of helmet use by motorcyclists and bike riders.

    ACTION FOR ROAD SAFETY IN POLE POSITION AT WEC

    The inaugural round of the FIA's new World Endurance Championship saw FIA Action for Road Safety at the top of the agenda as the pole-winning Audi R18 of Andre Lotterer and co-drivers Benoit Treluyer and Marcel Fassler, took to the grid emblazoned with the logo of the FIA campaign which aims to aid in saving five million lives on the world's roads by 2020.

    The trio were joined for photographs by FIA President Jean Todt, who thanked the drivers and Audi for their support, and by FIA Senate President Nick Craw.

    The campaign also received support over the weekend from Claude Plassart, President of the Automobile club de l'Ouest and a number of other drivers taking part in the 12 Hours of Sebring classic, the opening round of the WEC.

    Karun Chandok and David Brabham of the JRM team, Rebellion Racing's Nick Heidfeld and Nicolas Prost and eventual race winner Allan McNish of Audi wore badges in support of the FIA initiative.

    McNish went on to win his fourth 12 Hours of Sebring in an Audi R18 co-driven by Tom Kristensen, who took his sixth win and Dindo Capello for whom it was a fifth crown.


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    © 2012 FIA

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  • Scuola ed educazione

    • 11 Dec 2011
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    Pubblico una bellissima lettera apparsa su La Stampa di oggi a seguito del mio articolo del 4 dicembre, con la risposta di Mario Calabresi e mia.

    Gentilissimo sig. D’Avenia, ho molto apprezzato il suo bell’articolo di domenica scorsa su La Stampa e condivido gran parte delle sue considerazioni. Faccio solo una fatica tremenda a riconoscere nei giovani che lei descrive, i «giovani» che ho davanti a me tutti i giorni. Io insegno elettrotecnica in una scuola professionale. Diciamola tutta: sono un docente di «serie B» che insegna in una scuola di «serie B» e le assicuro che questo non è vittimismo, ma una semplice constatazione. Nelle nostre scuole, (almeno qui in provincia, nelle grandi città non saprei) non si iscrivono più i ragazzi che una volta ultimato il percorso dell’obbligo vogliono imparare un mestiere, ma coloro che per una ragione o per l’altra non riescono a fare nient’altro e sono obbligati a raggiungere i dieci anni di scolarità. Un tempo era diverso, lo so.
    Oggigiorno, quelli che davvero hanno «passione» per un lavoro pratico e si iscrivono a un percorso professionale, sono all’incirca il 30%. Gli altri vengono da noi, le ripeto, perché «è più facile», «non c’è tanto da studiare», «sa, mio figlio non ha voglia, per cui…». E noi ci ritroviamo in classe accozzaglie di ragazzi vuoti, demotivati, disinteressati, annoiati, nervosi, violenti, problematici in tutti i sensi e non abbiamo sufficienti risorse e aiuti per gestirli. Quest’anno io ho una media di 28 ore settimanali in 13 classi diverse. Ci sono classi dove ho paura ad entrare, nonostante il mio metro e 84 e i miei 45 anni. Abbiamo gruppi di 25-30 ragazzi stipati in spazi ridottissimi, fra i quali ci sono ragazzi che non sanno fare una moltiplicazione, non distinguono un angolo da 60° da uno di 90°, non hanno mai né materiali scolastici, né la minima intenzione di utilizzare il cervello per imparare qualcosa di diverso dell’arrotolarsi una cicca: semmai si cimentano nel trovare un nuovo insulto da dedicare alla mamma o alla sorella del compagno. O al loro sport preferito: dormire. Sono vecchi, morti dentro, sembra abbiano vissuto tutto e nulla possa più sorprenderli. Lo scoraggiamento arriva dopo che hai adoperato tutti i metodi possibili per incuriosirli, per far lezioni non noiose e hai usato computer, fantasia, «cooperative learning»… insomma tutto quel che i tuoi limiti ti consentono e ottieni in cambio soltanto maleducazione e menefreghismo. Ti arrendi e ti stupisci di come descrivono i giovani gli altri. Quelli che vedi tutti i giorni sono altra cosa.
    Sa… io ho due figli adolescenti, di 15 e 17 anni. Mi meraviglio che leggono, studiano, fanno sport, capiscono quello che dico e mi stanno ad ascoltare, mi lasciano perfino finire di parlare, prima di obiettare o di mandarmi a quel paese. Così dò loro la colpa di non avermi «allenato»: dovevano essere più problematici, sarei diventato un insegnante migliore. Perlomeno avrei condiviso un modo di «guardare» dentro ai giovani che mi piacerebbe poter fare, ma che non mi riesce. Una barriera invisibile mi divide dai «giovani» di tutti i giorni. Li sfoca. Come faccio a sognare un futuro con «giovani» così? Vorrei tanto essere Pennac…
    S.B.

    Ho ricevuto questa lettera indirizzata ad Alessandro D’Avenia e mi piaceva l’idea che il dibattito continuasse sulla Stampa, così ho chiesto a lui, il professore-scrittore, di rispondere.
    MARIO CALABRESI

    «Caro Silvano, per me è un onore avere colleghi come lei: persone che nel silenzio lottano tutti i giorni in un contesto che sembra più una trincea e non restituisce nulla o quasi. Ma come racconti tu stesso (scusa se passo al tu, ma tra colleghi credo mi sia consentito) i tuoi figli sono diversi da quei ragazzi che trovi in classe. La differenza è lì e anche la speranza: e sta nel fatto che tu hai educato i tuoi figli. Se non c’è una famiglia alle spalle che cosa possiamo mai fare noi a scuola? A volte i genitori chiedono a noi miracoli che non possiamo né dobbiamo fare, o parcheggiano i figli tra le mura scolastiche delegando una educazione che non hanno dato in casa. Inoltre mi rattrista che non si faccia nulla per questo tipo di indirizzi scolastici, abbandonati da decenni e conservati come rifugio per chi non vuole far nulla, punta dell’iceberg di una scuola che è diventata solo un ammortizzatore sociale. Nell’articolo per questo parlo di ripartire da scuola e famiglia.
    Senz’altro il mio osservatorio cittadino e liceale è diverso dal tuo e la motivazione di partenza dei ragazzi è diversa. Quindi non ho soluzioni sensate e adeguate.
    Le puoi avere solo tu, che conosci i tuoi colleghi e i tuoi ragazzi. E non si tratta di essere Pennac, ma di concentrarsi su quel 30% motivato di cui parli e farli diventare il traino per gli altri e la ragione dei tuoi sforzi. Sono stato in scuole come la tua in cui l’unità di intenti tra gli insegnanti e un dirigente come si deve riescono a fare miracoli, e non scherzo. Da te può partire questa piccola rivoluzione, ma insieme ai tuoi colleghi: a volte ne bastano due o tre (noi insegnanti, Silvano tu lo sai, moriamo di solitudine e di invidie).
    Ma se non lo fai tu, chi lo fa? A questo ti chiama una realtà difficile e quasi asfissiante, ma io sono sicuro che se li tiri su come i tuoi due figli qualcosa accadrà. Forse ne stanerai uno, due, magari tre. E questo è un futuro migliore che se fossero tutti abbandonati alla loro morte in vita.
    Grazie per quello che fai. Grazie per la tua lettera, che spero molti leggeranno: neo-ministro dell’Istruzione compreso. Magari un giorno gli eroi silenziosi della scuola come te verranno riconosciuti. Nel frattempo facciamo quel poco che ci è dato».
    ALESSANDRO D’AVENIA

    http://www.profduepuntozero.it/2011/12/09/caro-davenia-i-miei-alunni-sono-cosi-diversi-dai-suoi/


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  • E anche il Belgio ha un governo...

    • 6 Dec 2011
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    Media_httpwwwilpostit_cdsdb
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  • 12000 lune

    • 26 Nov 2011
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    Riscoprendo Lucio Dalla….bellissima raccolta. Dedicategli del tempo
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  • Archbishop Desmond Tutu supports FIA Action for Road Safety

    • 18 Nov 2011
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    Action For Road Safety Header
    Archbishop Desmond Tutu pictured with FIA Academy President Rosario Alessi
    17.11.2011
    ARCHBISHOP DESMOND TUTU DELIGHTED
    TO RECEIVE FIA ACADEMY WORLD PRIZE
    Archbishop Emeritus Desmond Tutu was presented with the FIA World Prize for Road Safety, the Environment and Mobility by FIA Academy President Rosario Alessi in Cape Town earlier this week.

    Winner of the Nobel Peace Prize, the Albert Schweitzer Prize for Humanitarianism and the Presidential Medal of Freedom, the retired Archbishop took time out from receiving the prestigious FIA accolade to accept an FIA Action for Road Safety T-Shirt and to express his support for the campaign. After voicing mock concern about being given an XL size, Archbishop Tutu rather more seriously spoke on the theme of road safety, a subject which he previously has described as “A new health emergency for Africa.”

    Aside from the appalling loss of life Archbishop Tutu has outlined the huge burden placed upon healthcare infrastructures by serious injuries on the roads, and has raised awareness that frequently it is the poorest in society who are most badly affected, either through the loss of a wage or the costs associated with the full time care of a family member.

    While Archbishop Tutu is formally retired, his work continues, if anything at a greater pace. As chairman of The Elders, the group of a dozen hugely influential senior statesman and women that includes a former President of the United States and a Secretary General of the United Nations, his commitment to humanitarian causes is unflagging. His support of the FIA Action for Road Safety will be of invaluable benefit in promoting the programme.

    The FIA’s Action for Road Safety campaign was launched in May this year in response to the challenges raised by the United Nations’ Decade of Action for Road Safety, the aim of which is to prevent five million road deaths and countless serious injuries over the next ten years. The FIA's campaign will target motorists, motorsport enthusiasts, young people and governments and encourage member clubs and federations to make a commitment to address a critical road safety problem in their country.

    Action For Road Safety Footer
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  • ..e la Carlucci (Gabriella) disse

    • 7 Nov 2011
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    "Ho con passione contribuito alla crescita di Forza Italia dal 1994 nel campo delle attività culturali e dal 2001 in Puglia dove con spirito di servizio mi dedico, tra l'altro, alla cura dei problemi amministrativi del Comune di Margherita di Savoia dove sono Sindaco. Ho cambiato la mia vita, con grandi sacrifici familiari, perchè ho creduto nella politica"

    Mah.....

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  • Collaborators: which is your profile?

    • 4 Nov 2011
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    Collaboration
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  • La Russa e le 19 Maserati

    • 29 Oct 2011
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    “Che male c’è? Le Maserati sono italiane e costano meno delle berline tedesche. Anche se io preferisco servirmi di una vecchia e solida Audi perchè la Maserati la reputo troppo sportiva”.
    (Ignazio La Russa, in risposta a un deputato del Pd che ha denunciato lo sperpero di denaro pubblico a causa dell’acquisto di 19 Maserati blindate destinate ai dirigenti del ministero)
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  • Supporting CC

    • 5 Oct 2011
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    We are proud to announce that – thanks to you – we now have 200 Million (and counting) public Creative Commons licensed photos on Flickr. This makes us the largest CC photo repository in the world!

    Spring in New Zealand

    kim cathers

       Love and Distance

    Out of date

    Shinjuku skyscraper light trails : Shinjuku, Tokyo, Japan / Japón

      Colorful geometry

      Soyuz and a Winter View of Earth (NASA, International Space Station, 01/05/11)

    sweet escape

      nua:voldria dir-te

    toast-r-oven

    You can browse and search those CC photos by license, or find exactly the one suitable for and available to you. by using advanced search, ticking the CC checkbox, and searching for whatevery image you are looking for.

    If you would like to take part in CC and provide your photography under a less restrictive license than "All Rights Reserved", familiarize yourself with Creative Commons, and apply a CC license to you photos, by either changing your default license upload setting or an individual photo’s license under "Owner settings" on any of your photo pages.

    Creative Commons photos above from Abaconda, kk+, Lushbunny, Jsome1, Lost in Japan, by Miguel Michán, Ric e Ette, NASA’s Marshall Space Flight Center, Tea | Seatory, paul (dex), visualpanic, and Ikayama.

    via blog.flickr.net

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  • Ivano Fossati: "Con Decadancing chiudo la mia carriera in musica" - Repubblica.it

    • 2 Oct 2011
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    Spero proprio che almeno continui in studio.....

    http://www.repubblica.it/spettacoli-e-cultura/2011/10/02/news/fossati_decadan...

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